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CARNEVALE NAPOLETANO DALL'8 AL 13 FEBBRAIO

Senza la lasagna a Napoli non è Carnevale, e noi la portiamo in tavola dall’8 al 13 febbraio,  sia nella versione tradizionale che sulla pizza con ragù napoletano, salame Napoli, uova sode, salsiccia, ricotta di bufala, provola affumicata di Agerola e basilico.

Chiacchiere, perché le chiamiamo così?
Sono i dolci tipici del Carnevale, conosciuti con denominazioni diverse in tutta Italia: gale, cenci, bugie, frappe, cròstole, stracci, e sfrappole. A Napoli le chiamiamo chiacchiere, preparate con farina, zucchero, burro, uova e zucchero a velo. Qualcuno aggiunge all’impasto anche essenza di limone o di qualche liquore dolce. Napoli si può fregiare di una sua propria leggenda sull’origine delle chiacchiere. Infatti, si racconta che la Regina di Savoia amasse molto... chiacchierare! Un giorno, mentre era intenta a fare salotto con alcuni ospiti, chiese al cuoco di corte Raffaele Esposito, di preparare un dolce che riuscisse a rallegrare sia lei che i suoi ospiti: fu lo stesso cuoco a scegliere per il dolce appena preparato il nome “chiacchiere”. Di solito le chiacchiere si degustano con il sanguinaccio; oggi però si consumano in diverse varianti, vengono cosparse di cacao, di miele e qualcuno le mangia anche con la panna.


Carnevale dei bambini
In occasione del martedì grasso di Carnevale, 13 febbraio, pizza a 1 euro per tutti i bambini in maschera, a scelta tra le loro preferite: margherita, olio e pomodoro o wurstel e patatine!
(Verifica la disponibilità nel tuo Rossopomodoro, ogni bimbo usufruisce dell’offerta per ogni adulto che ordina a tavola).

Carnevale napoletano
Le tradizioni carnevalesche a Napoli hanno origini molto antiche. Basti pensare che a partire dal viceregno spagnolo, il carnevale era la festa più sentita dai napoletani, iniziava la notte del 17 gennaio e durava più di un mese. Nel diciottesimo secolo, il Re Carlo di Borbone organizzava grandiosi festeggiamenti in tutta la città a cui partecipavano sia il popolo che i nobili. In molte aree della città, il re faceva installare le “cuccagne”, strutture in legno da cui pendeva ogni sorta di prelibatezza culinaria, che veniva donata al popolo. Proprio in questo periodo nasce la maschera della “vecchia rò Carnevale” che raffigurava la famosa maschera di Pulcinella a cavallo di una vecchia, simbolo dell’anno trascorso che ci si lasciava alle spalle. Il Carnevale è da sempre anche la festa delle tradizioni gastronomiche napoletane e a fare da padroni sono la lasagna e le chiacchiere con il sanguinaccio.